| 303-305 d.c. | Secondo la leggenda San Costanzo viene decapitato sulle pendici del monte San Bernardo |
| VIII sec. | Ariperto II, re dei Longobardi e re d'Italia dal 702 al 712 d.c., fonda l'abazia di Villar San Costanzo (gestita dai monaci benedettini) e fece costruire un saccello a 800m. di altitudine sul luogo del martirio di San Costanzo. |
| X sec. | I Saraceni distruggono, poco dopo il 900, l'abbazia di Villar San Costanzo, quella di Pedona (oggi Borgo San Dalmazzo) e il santuario di San Costanzo al monte. |
| fine XI sec. | Probabilmente per volontà della contessa Adelaide di Susa viene costruito il santuario che possiamo ammirare oggi. Alcuni frammenti dell'oratorio longobardo distrutto dai Saraceni vengono incastonati nella costruzione |
| 1162 | In una bolla papale a favore del monastero di Sant'Ambrogio a Milano si parla di San Costanzo |
| 1190 | Un decreto dell'arcivescovo di Milano dispone protezione all'abate Ottone ed al suo monastero di Villar San Costanzo affiliatosi alla diocesi milanese. |
| XIII sec. | La chiesa viene ampliata nella parte anteriore (verso ovest) e munita del vestibolo che consente l'accesso ai due piani. |
| 1580 | Nella cripta sono rinvenute le reliquie di San Costanzo traslate poi nella chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli. |
| XVIII sec. (1771) | Si realizza la facciata Ovest (quella che si vede arrivando dalla strada) e il forno. Viene abbattuto il campanile perchè pericolante e sul moncone si realizza un semplice campaniletto a vela. |
| 1803 | I monaci benedettini cessano la loro opera millenaria. |
| 1830 |
Dopo la vendita del 1830 si costruiscono edifici rustici a ridosso di quasi tutta la chiesa. La casa a destra del portone carraio, nonstante l'imitazione di antiche finestre in cotto risale al 1859 circa. |